Tommaso, uno dei talenti emergenti tra i Podcast Consultant del panorama nazionale, ci racconta la sua storia e la sua personale visione sul futuro dei podcast in Italia e nel mondo.
Deciso e determinato ad approfondire il tema, ad inizio gennaio 2020 mi sono iscritto ad un gruppo Facebook nel quale si parla di Podcast.
Tra i vari post uno su tutti attira la mia attenzione: un collegamento ad un canale Youtube con una caption che recitava “Questo ragazzo farà strada”.
È stato cliccando su quel link che ho “conosciuto” Tommaso Gobbo, uno youtuber (e non solo) che, attraverso il suo canale ed i suoi video sta condividendo moltissime informazioni sul mondo dei Podcast, utili a chiunque voglia approfondire le conoscenze di questo dirompente medium di comunicazione.
Dopo essermi perso in un lungo Binge Watching del suo canale, mi sono detto che sarebbe stato più facile farsi amico Tommaso in questo momento piuttosto che, come profetizzato dal post, quando diventerà un influencer troppo impegnato per avere tempo da dedicare a me e alle mie domande.
È stato così che, saltando dal tubo a LinkedIn, ho contattato Tommaso chiedendogli la disponibilità per una intervista; eccomi dunque pronto a presentarvi sul mio Blog “l’amichevole Podcaster di quartiere” che con i suoi contenuti sta portando in Italia più consapevolezza del mondo dei Podcast e di tutto ciò che ci gira intono.
L’intervista
(Per facilitare la lettura ho evidenziato le domande in modo che siano facilmente distinguibili dalle risposte)
Ale: Ciao Tommaso, ti ringrazio per il tempo che mi stai dedicando. Credo che questa intervista possa essere assolutamente utile a tanti utenti per un semplice motivo: te sei veramente competente dell’argomento, mentre io sono completamente scevro dal mondo dei Podcast; per questo immagino che tante delle mie domande e dubbi possano essere gli stessi di chi, come me, vorrebbe capire e fare di più ma non ha ben chiaro da dove iniziare.
Tommy: Ciao Ale, grazie a te per questa fantastica opportunità! Non vedo l’ora di raccontare tutto quello che mi frulla per la testa!
Ale: Ho visto un’intervista sul tuo canale Youtube nella quale hai raccontato come sei arrivato a orientare il tuo focus sul Podcasting e l’ho trovato molto interessante. Mi piacerebbe iniziare raccontando velocemente a chi ci legge chi è Tommy e come è arrivato ad essere l’amichevole Podcaster di quartiere tanto apprezzato?
Tommy: Chi è Tommy, eh? Bella domanda Ale!
Non voglio andare troppo indietro, ma cercherò di riassumervi in poche righe 27 anni della mia vita.
Nasco a Trieste, città del Nord Est, vicino alla Slovenia.
Fin da bambino ho sempre cercato di provare nuove esperienze, conoscere persone e “scappare” dalla normalità della vita di tutti i giorni.
Pensa che un giorno, eravamo in spiaggia con i miei e io ad un certo punto decido di andarmene senza che i miei se ne accorgano.
Una delle giornate più belle della mia vita: 2 ore di nascondino con bambine/i che non conoscevo, un sacco intero di giocattoli regalati ai miei compagni e poi, ciliegina sulla torta, i carabinieri che mi riportano dai miei… credo di aver fatto prendere un bel infarto a mia mamma!
Insomma, sono quel tipo di persona che cerca di non star ferma un secondo, che vuole sperimentare sulla sua pelle sempre qualcosa di nuovo; ma non è sempre stato così: man mano che cresci la realtà ti si presenta davanti e devi affrontarla!
L’amore per il mondo del podcasting nasce con l’inizio della mia carriera universitaria, poi abbandonata, purtroppo non ho mai trovato in questa istituzione quel fuoco che poteva alimentare la mia voglia di conoscere il mondo. Nel mentre ho fatto un po’ di tutto, reviewer di album musicali per una web radio locale, Stage in banca, 4 anni di volontariato per diversi festival di cinema della mia città, lo steward in stadio, il barista, insomma di tutto e di più.
Nel 2015 fondo con due amici due progetti musicali dedicati alla scoperta della musica underground che mi permettono di trovare l’amore per il mondo del podcasting: ogni domenica live streaming su YouTube per 3 ore di fila tra pizze, birre e tante imprecazioni per la strumentazione che decideva di non funzionare… ma si sa quello è il bello della diretta Quest’anno festeggiamo 5 anni e, se non avessi preso questa decisione, non sarei qui a parlarti di podcast, ma forse sarei in un ufficio a fare bilanci aziendali (si, ho studiato economia, traumi).
Nel 2016 inizio il Servizio Civile Nazionale presso la mia Università, che mi porta ad approfondire il mondo dei Social Media lavorando fino al 2018 come content creator e social media assistant, passando la maggior parte delle mie giornate a sistemare il profilo Instagram in condizioni pietose e a fare tanti altri lavori di contorno.
Quest’esperienza ha ucciso letteralmente quel bambino che voleva scappare e conoscere il mondo… ero in un buco nero, come lo definisco io.
A fine 2018 entro in un gruppo Facebook, Social Media Hacks Italia, dove trovo due persone fantastiche (Enrico, Alessio grazie) che mi hanno aiutato a riscoprire me stesso e a ritrovare quella fiamma che alimentava da sempre il mio motore: i podcast.
Così nel 2019 inizio il mio viaggio nel mondo del podcasting, creando tutorial su YouTube e diventando un freelance che aiuta professionisti, marketers, youtubers e brand a creare il loro podcast show.
La strada è ancora lunga e ci sono ancora molte cose da sistemare, ma come dicono in tanti: “done is better than perfect”.
Ah, si, da dove arriva l’amichevole podcaster di quartiere? Se siete dei fan sfegati come me di fumetti e di super eroi sappiate che Spider Man è il più forte di tutti, gli Avengers non possono competere! Ahahahah
Meno male che dovevo raccontarvi tutto in poche righe!
Ale: Aldilà della motivazione, fattore imprescindibile, quale comparto hardware consiglieresti ad un utente agli inizi con il Podcasting?
Tommy: Ti rispondo dividendo gli strumenti di cui abbiamo bisogno se registriamo “a casa” in una stanza o quelli che possiamo utilizzare “in viaggio”.
Principalmente abbiamo bisogno di un microfono, delle cuffie, una scheda audio e un pc: il mercato è vasto e troviamo tantissimi strumenti (a prezzi accessibili) che ci permetto di registrare le nostre puntate.
Per coloro che si avvicinano per la prima volta ai podcast consiglio un microfono Plug & Play (USB) che non ha bisogno di particolari attenzioni se non l’acquisto di un filtro anti pop: lo attacchiamo al nostro pc, cerchiamo di insonorizzare bene la stanza e il gioco è praticamente fatto!
Un buon microfono può stare tranquillamente sotto i 100 euro.
Sono un amante del vintage e dell’analogico e, per coloro che vorrebbero approfondire l’argomento consiglio un microfono XLR, un’asta da tavolo (per evitare vibrazioni) una buona scheda audio e delle buone cuffie.
In questo caso il costo dell’attrezzatura si alza, ma se siamo bravi nel trovare le offerte giuste possiamo rimanere tranquillamente sotto i 300 euro o, in alternativa andare con prodotti di “bassa qualità” e rimanere sotto i 100 euro.
Per coloro che vogliono testare il set up mobile, consiglio l’acquisto di un microfono lavalier che sia compatibile con il nostro smartphone (mi raccomando controllate la compatibilità sul sito del produttore e, se serve acquistate un adattatore) e, semplicemente un telefono.
Ci sono talmente tanti prodotti validi che non saprei quali consigliarvi nello specifico… ahahah!
Ale: Software, gratis o a pagamento quali sono indispensabili?
Tommy: In primis abbiamo bisogno del nostro podcast hosting, il “programma” che ci servirà per condividere il nostro podcast su Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts e tante altre.
Nei miei tutorial su YouTube consiglio sempre Anchor.Fm, podcast hosting gratuito recentemente acquisito da Spotify.
La versione desktop è molto intuitiva, l’applicazione mobile un po’ meno, ma con il tempo può diventare un risorsa molto utile, soprattutto se abbiamo bisogno di pubblicare le nostre puntate “da remoto” o come dico io “on the go”.
Recentemente ho testato la registrazione, l’editing e la pubblicazione direttamente da smartphone e devo dire che sono rimasto molto sorpreso (ovviamente la qualità non può essere paragonata a una registrazione in studio con strumenti professionali).
Altri Software da desktop indispensabili sono i nostri Editor, come Audacity (gratuito), Soundtrap (gratuito, sempre di proprietà di Spotify), Auphonic Production (gratuito e a pagamento, permette di automatizzare tutto il processo di editing per i più inesperti), Levelator (gratuito), Sony SoundForge (a pagamento), Adobe Audition (a pagamento) o in alcuni casi ingegnarsi ed utilizzare programmi di video editing come Premiere, DaVinci Resolve (gratuito o pagamento, la sezione Fairlight si avvicina molto al layout di Audition), Olive (gratuito).
Da smartphone consiglio di utilizzare sicuramente l’applicazione del nostro podcast hosting per pubblicare le nostre puntate e, per crearle, possiamo trovarne diverse come: SoundTrap, WaveEditor, RecForge 2, Motiv Audio (Shure), Auphonic Edit, Garage Band (IOS) e tante altre… se voi che state leggendo ne conoscete qualcuna in più, mi raccomando fatecelo sapere!
Ale: Una volta ottenuto il file, come distribuisco i Podcast sui vari servizi come Itunes, Spootify, ecc… senza troppi sforzi?
Tommy: La distribuzione del file avviene grazie al nostro podcast hosting, ma, in alcuni casi per velocizzare il processo di inserimento dei nostri podcast possiamo passare alla “modalità manuale” utilizzando: Spotify for Podcaster per Spotify, Apple Connect per Itunes e altre piattaforme come TuneIn che ci permettono di inserire il nostro podcast all’interno dei nostri dispostivi Amazon Alexa senza creare una skill (TuneIn è il player di default delle Tesla). Tutto questo possiamo farlo in tutta semplicità collegando il nostro feed rss alle piattaforme sopracitate!
Ale: Con la serie “My Life” pubblichi su Youtube alcuni dei tuoi Podcast: perché pubblicare un formato audio su una piattaforma che è principalmente Video e quindi visiva?
Tommy: Con YouTube ho un amore speciale… ahahah.
Ho sempre amato questa piattaforma perché ha dato la possibilità ai creators di spaziare in lungo e in largo con i loro contenuti e testare i limiti della loro fantasia (si, c’è anche tantissima m**da, “lo posso dire?”, un po’ di brutal honesty fa sempre bene).
Come detto in precedenza, l’amore per i podcast è iniziato proprio su YouTube, con le dirette domenicali che io e miei amici facevamo per passione e abbiamo sempre evidenziato il fatto che molti (inclusi noi) ascoltavano (e lo fanno tutt’ora) musica e podcast direttamente su YouTube:
Condividerli anche lì ti da la possibilità di farti conoscere da altre persone che, magari, non utilizzano le classiche piattaforme di ascolto podcast. Con questo boom dei podcast molte personalità dello spettacolo (vedi Fedez e Luis Sal con Muschio Selvaggio) hanno deciso di approdare su YT con questo vecchio format “video-podcast”.
Dico vecchio perché è un format che esiste già da molto tempo e solo adesso ha cominciato a ricevere l’attenzione che merita!
Ale: C’è qualche tecnica nascosta per riuscire in un buon Podcast?
Tommy: Se intendi qualche tecnica Ninja alla Naruto ti direi di no, ahah.
Ci vuole programmazione, studio, sbagli, pratica, pratica e ancora pratica. Insomma niente di nuovo.
Quello che dico sempre sul mio canale è che non si smette mai di imparare e, uno dei “mantra” che mi porto dietro è quello di crescere assieme alle persone che mi guardano, quindi strada facendo.
Ale: Come vedi il futuro dei Podcast in Italia?
Tommy: In molti dicono che il 2019 è stato l’anno zero per i podcast, secondo me il 2020 sarà ricco di novità tra cui nuovi podcast show, soprattutto amatoriali.
Quello che mi piacerebbe vedere è sicuramente una maggior coesione della “comunità” dei podcaster che, al momento è molto frammentata e, a mio parere assomiglia quasi a una “setta”.
Molte delle persone che fanno podcast arrivano dal mondo radiofonico che, come ben sappiamo, è un mondo tutto a se.
Sarei felice di vedere più apertura mentale e meno atteggiamenti da “so tutto io, tu non sei nessuno”.
Purtroppo mi sono imbattuto in persone di questo tipo… ma che ci vuoi fare il mondo è bello perché vario e sono sempre aperto al confronto (se costruttivo).
Ale: Come credi che si evolveranno i Podcast nel prossimo futuro?
Tommy: Il mondo dell’audio sta entrando sempre di più nelle nostre vite, assistenti vocali, elettrodomestici attivabili con la nostra voce e tanto altro.
Come potranno integrarsi i podcast con tutto questo?
In tutta sincerità non lo so, il mercato si evolve troppo velocemente per darti una risposta esatta: staremo a vedere che novità ci porteranno i top-player sul mercato.
Ale: Hai qualche progetto che ti frulla in e che stai pianificando?
Tommy: Tanti, forse anche troppi… ma ho imparato in quest’ultimo anno a dare la precedenza alle cose che possono realizzarsi veramente.
Su YouTube arriveranno tanti ospiti: podcasters, marketers, audio editors, djs, amiche e amici e tutti coloro che hanno una storia da raccontar; ci sarà da divertirsi!
In ballo c’è un altro progetto legato al mondo del podcasting, ma non voglio dire niente al momento… porta sfiga ahah!
“One Love, One Heart, Let’s get together and, feel all right”
Voglio chiudere l’intervista con questa citazione di Bob Marley, che, attraverso la sua musica ha trasformato un ragazzo di un piccola città del nord, nel vostro amichevole podcaster di quartiere.
Ale, grazie ancora per l’intervista! È stato un piacere condividere con te la mia storia.
Ale: Grazie a te Tommy, è stato per me un piacere ascoltarti e poter apprendere tante nuove informazioni interessanti.
Conclusioni
L’intervista a Tommaso è stata fatta a fine gennaio e solo le recenti vicende mondiali ne hanno posticipato l’uscita.
Il tempo non ha cambiato la sostanza e rimane il fatto che Tommy ha perfettamente ragione quando dice:
“Il mondo dell’audio sta entrando sempre di più nelle nostre vite”
Tommaso Gobbo
La riprova che i Podcast sono oramai una delle tendenze più dirompenti dell’anno sta nel recente accordo da 100 milioni di dollari che Joe Rogan (podcaster considerato il numero uno del pianeta) ha siglato con Spotify per far girare i suoi programmi in esclusiva sulla piattaforma.
Tommaso ci ha fornito una infinità di spunti ed io, come già tanti fanno, continuerò a seguirlo sul suo canale Youtube per rimanere sempre al passo con tutto ciò che serve sapere per essere o diventare un Podcaster provetto.
